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il saggio “Il carcere: un’abolizione possibile”, Valeria Verdolini

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Nel saggio “Il carcere: un’abolizione possibile”, Valeria Verdolini ci invita a spostare lo sguardo. A non chiederci semplicemente se il carcere “funziona”, ma per chi funziona, a quale costo sociale, e quale tipo di società contribuisce a produrre. Il riformismo punta a correggere gli eccessi, a umanizzare le condizioni, a migliorare l’efficienza. L’abolizionismo, invece, pone una domanda più radicale: e se il carcere fosse un’istituzione strutturalmente orientata alla produzione di diseguaglianza e violenza? Se “perfezionarlo” significasse soltanto renderlo più efficace nel separare, selezionare, produrre scarto? Il saggio attraversa il dibattito europeo e statunitense – da Angela Davis a Ruth Wilson Gilmore, da Nils Christie a Luigi Ferrajoli – mostrando che l ’abolizionismo non è un’utopia ingenua né un programma di chiusura immediata delle prigioni, ma una prospettiva analitica e un metodo politico: ridurre drasticamente l’area del punibile, rendere la detenzione un’eccezione, inv...

edizioni Malamente..un mio prossimo acquisto Bernard Charbonneau, Il totalitarismo industriale

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Bernard Charbonneau, Il totalitarismo industriale In un’epoca in cui il “progresso” sembra una forza inarrestabile, Bernard Charbonneau*, pioniere del pensiero ecologista, ci mette in guardia: la civiltà industriale non sta solo consumando le risorse del pianeta, ma sta edificando un nuovo tipo di totalitarismo. È quindi urgente fermare la sua macchina distruttrice, quel bulldozer che ha svuotato le campagne, imposto l’agrochimica e portato al trionfo della standardizzazione: periferie identiche, menti uniformate dalla cultura di massa, consumatori ridotti a ingranaggi. Questa raccolta di testi, scritti tra gli anni Settanta e Novanta, analizza la società industriale come un fenomeno globale e invita a dismettere la retorica dell’“adattarsi al cambiamento” per svelare il volto oscuro di uno sviluppo tecnico ed economico senza limiti. Oltre il grido d’allarme, Charbonneau lancia un appello radicale a coniugare la conservazione della natura con la conquista della libertà e invita a risco...

Circolare DAP(Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) 21/10/2025.0454011.U Gentile signor Ministro della Giustizia,

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Gentile signor Ministro della Giustizia, noi familiari di vittime delle azioni terroristiche, della lotta armata e della criminalità organizzata, da tempo impegnati in attività volte a realizzare il dettato Costituzionale di favorire la rieducazione  dei detenuti, • consci del fatto che il ripensamento del proprio passato criminale molto raramente è frutto di un’improvvisa “illuminazione”, essendo più spesso il risultato di una contaminazione culturale, emotiva e relazionale, che supera le barriere fisiche tra il mondo esterno ed interno alle carceri, • consapevoli che anche la semplice partecipazione a incontri e confronti con il mondo esterno rappresenta per i detenuti coinvolti una iniziale rottura verso il passato, esponendoli ai rischi e  pericoli di emarginazione ben noti a chi frequenta le carceri, • convinti che il cambiamento di valori richieda costanti, faticosi, lunghi e dolorosi processi di  revisione critica del proprio vissuto, di assunzione di responsab...

Acquistato or ora ....Filosofia del suca di Francesco Bozzi

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Lo ha pensato ogni filosofo, anche se magari non lo ha detto (o lo ha detto in un’altra lingua): suca. Si tratta infatti dell’argomentazione filosofica per eccellenza, perché ha molti significati e si può dunque inserire con profitto in diversi sistemi concettuali. Nel corso della storia, è stata capace di ispirare a Cartesio la prima (e migliore) versione del suo celebre Cogito. Di sedurre Wittgenstein con la sua nitidezza, che si avvicinava al sogno di una lingua perfettamente aderente alla realtà («Su ciò di cui non si può parlare: suca»). E non si tratta solo di un concetto centrale per la cultura del passato, ma anche di uno strumento per disegnare un futuro di armonia tra i popoli. Francesco Bozzi, siciliano e quindi filosofo, affronta in questo libro l’impresa di sviscerare le varie anime del suca, restituendone le molte sfumature ideali e sociali, storiche e psicologiche. Lo fa rinnovando la grande tradizione del dialogo filosofico, con buona pace di Platone. E con rigore...

dal web..Il capitalismo delle stronzate ---da un sito che seguo "a prescindere" - Tuttavia il capitalismo NON si arrende

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https://www.gogedizioni.it/prodotto/non-muoversi/ Passiamo le nostre giornate a schivare cazzate. Il fenomeno su cui ironizzava Maccio Capatonda * con il formato «Piccol»**, già una decina di anni fa, oggi è diventato la nostra spesa quotidiana, online e offline: dallo sconto sugli apribottiglie a forma di anatra al supermercato ai reel di gatti che finiscono per consigliarci spazzole anti-pelo per il felino che non abbiamo, poi adv di pettini per calvi o poggiapolsi per chi è troppo stanco di reggerli da solo, e ancora impermeabili per cani, portabanane, pigiami per coppie. Come gestisce il nostro cervello tutta questa monnezza? Non abbiamo ancora elaborato dei sistemi efficienti per mettere in piedi una raccolta differenziata delle informazioni e dei consigli d'acquisto. Quindi finiamo per cascarci. Compriamo migliaia di cazzatine innocue che non ci servono, ma che tutte insieme hanno creato un enorme comparto del capitalismo: il capitalismo delle stronzate, di cui i colossi sono...

i nativi americani (il popolo degli uomini) e la loro etica di chiarezza e lucidità

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Piero Calamandrei-Discorso sulla Costituzione agli studenti di Milano del 26 gennaio 1955,

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https://www.famigliacristiana.it/articolo/discorso-sulla-costituzione-piero-calamandrei-26-gennaio-1955-societa-umanitaria-testo-integrale.aspx (alla data  del 25 gennaio 2025)  L’articolo 34 della Costituzione dice: «I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutta la costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». È compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi...

Camera dei Deputati. 3 Luglio 1992 : Qualcuno qui rischia di essere dichiarato spergiuro. .

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«È tornato alla ribalta, in modo devastante, il problema del finanziamento dei partiti, meglio del finanziamento del sistema politico nel suo complesso, delle sue degenerazioni, degli abusi che si compiono in suo nome, delle illegalità che si verificano da tempo, forse da tempo immemorabile. In quest’Aula e di fronte alla Nazione, io penso che si debba usare un linguaggio improntato alla massima franchezza. Bisogna innanzitutto dire la verità delle cose e non nascondersi dietro nobili e altisonanti parole di circostanza che molto spesso, e in certi casi, hanno tutto il sapore della menzogna. Si è diffusa nel Paese, nella vita delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni, una rete di corruttele grandi e piccole che segnalano uno stato di crescente degrado della vita pubblica. Uno stato di cose che suscita la più viva indignazione, legittimando un vero e proprio allarme sociale e ponendo l’urgenza di una rete di contrasto che riesca ad operare con rapidità e con efficacia. I casi ...

Insultare i lavoratori costa

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Capita spesso di sentire amici o colleghi lamentare di essere stati vittime di mobbing nelle loro precedenti esperienze lavorative. Secondo la giurisprudenza tradizionale il mobbing si sostanzia in una serie di atti o comportamenti vessatori protratti nel tempo e caratterizzati da una finalità di persecuzione ed emarginazione della vittima. Non tutti i dipendenti vittime di abusi, però, subiscono mobbing in senso stretto. Questo non significa che le vittime di abusi o insulti sul luogo di lavoro siano privi di tutele.   La sezione lavoro del Tribunale di Tivoli ha recentemente condannato un datore di lavoro al risarcimento dei danni alla dignità personale subiti da un bracciante a seguito dei ripetuti insulti ricevuti mentre svolgeva le sue mansioni. La sentenza motiva la condanna precisando che il lavoratore era costantemente umiliato anche con offese a sfondo razziale che provocavano delle crisi di pianto alla vittima. Il contesto degradante era completato dall'alloggio fati...

La Resa di Mattia Feltri

Di recente ho firmato un appello indirizzato ai parlamentari affinché prendano in considerazione l’ipotesi di un provvedimento di clemenza, amnistia o indulto, per liberare le carceri dove sono rinchiuse 62 mila persone, in spazi previsti per 51 mila e oggi sufficienti per 48 mila. Ieri il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, ha confermato il prevedibile: lui, e dunque si presume l’intera maggioranza di governo, o ampia parte di essa, sono contrari. Sarebbe una resa dello Stato, ha detto Delmastro, che ha promesso di recuperare entro la fine della legislatura i posti mancanti. Ci si può augurare che Delmastro ci riesca, e ci si può chiedere che succederà nel frattempo. Perché quest’anno, e mancano ancora trentacinque giorni alla fine, i suicidi in carcere sono stati 82, e il record è di 84 del 2022; i morti totali, quindi compreso chi è morto per malattia, sono 223, polverizzato il record di 177 del 2002; bisogna poi aggiungere il suicidio di sette guardie carcerarie: l’an...

Il carcere, il “senso d’umanità” e l’Assemblea Costituente. autore Iacopo Benevieri *

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*Camera penale di Roma- articolo pubblicato sul quotidiano online.  L’Unità, 2 novembre 2024 riscontrabile. https://ristretti.org/il-carcere-il-senso-dumanita-e-lassemblea-costituente Il 25 gennaio 1947 era un sabato mattina. Quel giorno si svolse una straordinaria discussione in seno all’Assemblea Costituente, un dibattito che sarebbe bello non dimenticare. Il dibattito fu sul contenuto di quello che sarebbe stato poi l’art. 27 della Costituzione. Il Deputato Aldo Bozzi, del Partito Liberale, ricordò l’urgente necessità che fosse inserito in Costituzione la salvaguardia del “trattamento fisico” della persona detenuta: “il fatto stesso della pena è già qualche cosa che intacca questo patrimonio morale che è la dignità umana. Ora il concetto che si deve esprimere riguarda il trattamento fisico”. L’Onorevole Giuseppe Maria Bettiol concordò e sottolineò che “deve restare il principio che la pena deve umanizzarsi, che la pena, particolarmente nel momento della sua esecuzione, deve ess...

È disponibile la quarta edizione de “La conquista del pane” di Pëtr Kropotkin (Edizioni Anarchismo, 2024)

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https://lanemesi.noblogs.org/post/2024/10/16/e-disponibile-la-quarta-edizione-de-la-conquista-del-pane-di-petr-kropotkin-edizioni-anarchismo-2024/ PRESENTAZIONE DAL SITO  Sognare intervalli benefici, condizioni privilegiate – condizioni di bontà e di amore fraterno – insite nell’animo umano, strade che solo il dio del perdono e della compassione può percorrere, è illusione troppo gravida di conseguenze nel grigiore che ci circonda. L’apertura a quello che ci batte in cuore è pur sempre una fessura di luce, che da qualche parte conduce un debole chiarore nella tristezza che abitiamo, ma non si tratta di uno scheletro forte, quella fessura non è contenuta nelle cose, che se ne infischiano di qualsiasi esecuzione preventiva, le cose vanno avanti per la loro strada, assolutamente indifferenti a tutti i modelli interpretativi che suggeriamo loro. Accettare la compagnia inevitabile della distretta è riconoscersi per quello che siamo, condizione imprescindibile per diventare quello che ...

L'infortunio in itinere anche durante la fruizione di un permesso

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Per infortunio in itinere si intende un evento lesivo avvenuto durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro. Il classico incidente con la macchina che di prima mattina ti rovina la giornata, per intenderci. Per questa tipologia di infortuni i lavoratori subordinati hanno diritto - tra l'altro - a ricevere uno specifico indennizzo da parte dell'INAIL. Negli ultimi anni la categoria dell'infortunio in itinere è stata progressivamente ampliata dalla magistratura e adesso possiamo registrare alcune pronunce che riconoscono la tutela economica ai dipendenti che si infortunano durante la fruizione di un permesso.  Ad esempio, una recente sentenza del Tribunale di Milano ha accertato che una dipendente ha subito un infortunio in itinere provocandosi una distorsione del piede destro mentre fruiva di un permesso per andare a prendere la figlia a scuola. L'INAIL aveva negato la sussistenza di un danno indennizzabile affermando che quando il lavoratore gode ...

i farfalloni che si posano sulle macerie della giustizia autoassolvendosi( Riccardo Lo Verso-Il Foglio 1 sett.2024)

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i farfalloni che si posano sulle macerie della giustizia autoassolvendosi. La buttano in caciara, sperando nella memoria corta degli altri. Che fine hanno fatto, per esempio, la trattativa stato-mafia e i crociati che ne facevano la causa di tutte le nefandezze della storia repubblicana? Sparita la prima, spariti i secondi. Per quasi due decenni la Procura di Palermo ha spacciato la verità farlocca che i carabinieri avessero traccheggiato con i corleonesi guidati da Totò Riina. I giornali, quelli fedeli al vaticinio della magistratura, hanno smerciato titoloni che hanno suggerito paginate di libri, che hanno ispirato sceneggiature cinematografiche, che hanno condizionato a loro volta l’opinione pubblica e le giurie popolari dei processi nelle corti di assise. Si è arrivati al punto di sostenere nelle sentenze, non al circolo della briscola, che la strage di via D’Amelio avesse subìto un’accelerazione a causa della Trattativa. Si disse che Paolo Borsellino avesse scoperto l’esistenza de...

Non ne ero a conoscenza. Apprendo proprio ora l'esistenza di ulteriore iniquità contro i lavoratori

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Labour Weekly story: uso e abuso del patto di non concorrenza in Italia La legge italiana prevede la possibilità di limitare lo svolgimento dell’attività lavorativa dei dipendenti dopo la cessazione del rapporto con il precedente datore di lavoro. Questa possibilità viene garantita alle imprese principalmente al fine di tutelare i segreti e i processi aziendali. Il patto di non concorrenza post-contrattuale, come viene definito nella terminologia giuridica corrente, è valido quando le limitazioni imposte al dipendente sono circoscritte entro determinati confini. In particolare, il patto deve indicare i settori dove il dipendente non può operare  (ad es., produzione di capi di abbigliamento o produzione di autoveicoli), il territorio in cui opera il divieto (ad es., in Italia e Germania) e la durata, che non può eccedere i 3 anni o i 5 anni quando si tratta di dirigenti. Inoltre, le limitazioni alla concorrenza imposte al lavoratore devono essere adeguatamente remunerate attraverso ...

"Se si inneggia alle manette"... di Luigi Corbani*

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Se si inneggia alle manette si è già perso il senso della battaglia. All’iniziativa politica si sostituisce l’indagine giudiziaria, che non ha il compito di purificare l’arte del governo, ma di colpire i reati, e che comunque deve essere sottoposta a controprova di un dibattimento nei vari gradi di giudizio. Da alcuni anni a questa parte, insistentemente, si è introdotta una nuova categoria politica: il giustizialismo[...   A questo atteggiamento, o per meglio dire, a questa concezione dello Stato si sono rifatti tutti coloro che pensano che le Procure, i pubblici ministeri abbiano una funzione “purificatrice” della politica, siano i detentori della “moralità”, della “purezza” della politica. Da tempo il pensiero moderno ha distinto il diritto dalla morale e ha discusso sul significato di “giustizia”.[...  * il giustizialismo non è contro il garantismo, ma attacca le basi liberali e democratiche di quello Stato di diritto, conquistato attraverso i secoli, per dirla con la Trec...