il saggio “Il carcere: un’abolizione possibile”, Valeria Verdolini




Nel saggio “Il carcere: un’abolizione possibile”, Valeria Verdolini ci invita a spostare lo sguardo. A non chiederci semplicemente se il carcere “funziona”, ma per chi funziona, a quale costo sociale, e quale tipo di società contribuisce a produrre.

Il riformismo punta a correggere gli eccessi, a umanizzare le condizioni, a migliorare l’efficienza.

L’abolizionismo, invece, pone una domanda più radicale: e se il carcere fosse un’istituzione strutturalmente orientata alla produzione di diseguaglianza e violenza? Se “perfezionarlo” significasse soltanto renderlo più efficace nel separare, selezionare, produrre scarto?

Il saggio attraversa il dibattito europeo e statunitense – da Angela Davis a Ruth Wilson Gilmore, da Nils Christie a Luigi Ferrajoli – mostrando che l’abolizionismo non è un’utopia ingenua né un programma di chiusura immediata delle prigioni, ma una prospettiva analitica e un metodo politico: ridurre drasticamente l’area del punibile, rendere la detenzione un’eccezione, investire in infrastrutture sociali che prevengano davvero la violenza.

Non si tratta di negare l’esistenza della violenza. Si tratta di interrogarsi su quali risposte istituzionali siano in grado di contenerla senza riprodurla. E su quale idea di “sicurezza” vogliamo difendere: quella fondata sulla segregazione o quella fondata su diritti, welfare, redistribuzione.

L’esperienza della legge Basaglia – con la chiusura dei manicomi – mostra che un’istituzione totale può essere rovesciata, a patto di costruire alternative credibili e di lavorare sul piano culturale oltre che normativo. Anche il carcere, allora, può essere pensato come storicamente determinato e quindi criticabile, trasformabile, superabile.


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Abolire è un verbo antico e scomodo, deriva dal latino abolere: letteralmente significa eliminare alla radice ciò che è stato istituito. Nel diritto romano l’abolitio era l’atto formale con cui si estingueva una norma o veniva meno un’accusa. L’azione dell’abolitio cancellava un testo, revocava un procedimento, sospendeva un potere. 

https://www.micromega.net/micromega-1-2026-dei-delitti-e-delle-pene


Valeria Verdolini

È docente a contratto dell’Università degli Studi di Milano dove insegna Inequalities and Social Mobility e Diritto e mutamento sociale. È responsabile del coordinamento scientifico-organizzativo di Democrazia Futura e di Democrazia Diffusa per Biennale Democrazia. Dal 2012 è presidente di Antigone Lombardia. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: "Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà" (Add, 2025).


La mia utopia? Abolire il carcere e aiutare i migranti: l’intervista a Valeria Verdolini

https://addeditore.it/wp-content/uploads/2025/10/Verdolini-Il-T-07-01-2026.pdf



Nel 2022 Valeria Verdolini L’istituzione reietta. Spazi e dinamiche del carcere in Italia

https://www.thelabs.sp.unipi.it/valeria-verdolini-2022-listituzione-reietta-spazi-e-dinamiche-del-carcere-in-italia/



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