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L'utopia è là nell'orizzonte...-

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"«L'utopia è là nell'orizzonte. Mi avvicino di due passi e lei si distanzia di due passi. Cammino 10 passi e l'orizzonte corre 10 passi. Per tanto che cammini non la raggiungerò mai. A che serve l'utopia? Serve per questo: perché io non smetta mai di camminare» (E. Galeano *)  *https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2015/04/13/e-morto-lo- scrittore-eduardo-galeano_2ea2aef2-e5f0-4562-8c41-0006ea274b31.html"

V. Roppo, Garantismo. I nemici, i falsi amici, le avventure, Baldini & Castoldi, Milano 2022, pp. 447, € 25.00.

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Garantismo. I nemici, i falsi amici, le avventure Copertina rigida – 19 maggio 2022 di Vincenzo Roppo (Autore), Luciano Violante (Prefazione) Estratto consultabile al link https://www.amazon.it/Garantismo-nemici-falsi-amici-avventure/dp/8893889714?asin=B09ZCTPFJN&revisionId=6a11a65e&format=1&depth=1 Garantismo è due cose. È protezione delle libertà individuali contro gli abusi del potere dello Stato, in particolare del potere penale. Ed è rispetto delle regole del gioco democratico da parte di tutti i detentori del potere pubblico, senza falli reciproci né invasioni di campo. In breve garantismo è la nostra stessa civiltà, nei suoi valori politici e culturali più alti. Da Montesquieu, Voltaire e Beccaria a grillini/leghisti/renziani, passando per Craxi, Berlusconi e Leonardo Sciascia. Personaggi come questi accompagnano il garantismo nel suo percorso di opposizione all’assolutismo illiberale e repressivo, poi di confronto-scontro col giustizialismo. Un confronto-scontro che...

Per chi suona la campana quando muore un detenuto?

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Suonerà per lui, certo. Forse era suonata già prima, nell’esatto momento in cui ha perso la speranza. Ma c’è sempre qualcos’altro da perdere. Se era un anziano e gli piaceva il mare non si siederà più a guardarlo vicino al bagnasciuga. Se era un adulto non abbraccerà più la sua compagna, non arrufferà più i capelli dei suoi figli, non finirà più di sistemare il tavolo traballante. Se era un giovane non correrà più su una moto a sentire il vento, non si tufferà dallo scoglio più alto, non farà più casino con gli amici, non gli batterà più il cuore per una ragazza. La stessa campana suonerà per tutti quelli che hanno amato chi non c’è più. Suonerà per le sue vittime, se ce ne sono, perché nessuna riparazione e nessun perdono saranno più possibili. Suonerà per tutti gli esseri umani che, ammesso che ci abbiano mai pensato, considerano il carcere altro da sé e sono indifferenti o ostili a chi ci sta dentro, perché non avranno più l’occasione di provare compassione per altri esseri umani co...

Un tribunale iniquo è peggio di un brigante

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Un tribunale iniquo è peggio di un brigante “Un tribunale iniquo è peggio di un brigante” è una citazione da Aleksandr Solzhenicyn, scrittore russo internato per anni nel Gulag. E di briganti ce ne sono nel mondo della giustizia, e anche di imboscate, quando l’ideologia è più forte della legge. Scrive Alessandro Barbano, giornalista “ La giustizia in questo Paese è una macchina del dolore non giustificabile. (…) Il  vulnus del nostro diritto nasce da  un gigantesco equivoco che ha visto slittare il diritto penale dal fatto al reo. Non si condanna più un delitto accertato, spesso si condanna la pericolosità sociale di chi è accusato o anche solo sospettato di aver commesso un reato. Si procede per sospetti preventivi generalizzati e per condanne sociali e mediatizzate ”. Ma ci sono anche magistrati che credono di più a un cambiamento culturale che a una “guerra” alla criminalità condotta solo con strumenti bellici, come scrive Stefano Musolino, sostituto procuratore a Reggio:...

Ergastolo ostativo. Percorsi e strategie di sopravvivenza di Salvatore Curatolo

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Un ergastolano ostativo, da trent’anni ristretto all’interno dei circuiti di Alta Sicurezza delle carceri italiane, descrive le proprie strategie di sopravvivenza in un’autoetnografia scritta con il ritmo di una narrazione. Una voce, quella di Salvatore Curatolo, che si leva all’interno delle sezioni detentive speciali a testimoniare lo sforzo del vivere in un contesto che impone un continuo lavoro interiore di adattamento a conflitti, a interazioni, a dolorose trasformazioni. Il perimetro chiuso del carcere si rivela come un contesto di vita estremo, abitato da persone allo sbando dopo traumi e fratture passate e presenti, ognuna alla ricerca di una nuova versione di sé. Il libro si concentra sulla descrizione e sull’analisi sociologica del “carcere duro” enucleandone culture, stratificazione e norme sociali. Su questo sfondo si dipana la vicenda personale di Curatolo che, tra le tecniche e le strategie di reazione possibili per il proprio recupero psicologico e materiale, ha predilet...

La Lingua nazionale. siciliana per Alfredo Cospito e la Corte di Cassazione

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  FATTO  notizia dal quotidiano online il POST  La Corte di Cassazione ha anticipato al 7 marzo l’udienza sul ricorso che  Alfredo Cospito   il detenuto anarchico che dal 19 ottobre sta conducendo uno  sciopero della fame  aveva chiesto per non essere più sottoposto al regime detentivo del 41-bis, che prevede pesanti restrizioni. Inizialmente la Corte di Cassazione aveva fissato l’udienza per il 20 aprile. La nuova data è stata comunicata dall’avvocato di Cospito, Flavio Rossi Albertini, che aveva depositato un ricorso per anticipare l’udienza per via delle gravi condizioni di salute del suo assistito. *** Commento del Padre Giovanni versus la Corte di Cassazione in lingua nazionale siciliana PRIMA POSSIBILITA'    " Scinni di puppa e acchiana di prua traduzione in italiano " Come dire esce dalla porta e entra dalla finestra. Di chi sa abilmente destreggiarsi)" SECONDA POSSIBILITA' Èssiri friscu e tènnaro  traduzione in italiano...

2022, L'ANNO DIFFICILE DELLE CARCERI. E LE RIFORME NECESSARIE

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Carceri. Antigone: "Il 2022, l'anno dei suicidi, ci dice della necessità di riformare il sistema" https://www.antigone.it/news/antigone-news/3455-carceri-antigone-il-2022-l-anno-dei-suicidi-ci-dice-della-necessita-di-riformare-il-sistema CONCLUSIONE "Da questi dati - spiega Patrizio Gonnella - si comprende come il carcere abbia necessità di interventi di riforma profondi. Occorre innanzitutto incrementare le misure alternative alla detenzione. Ci sono migliaia di persone che potrebbero scontare la loro pena fuori dagli istituti di pena e persone che, per il reato commesso e la loro condizione personale - tossicodipendenza, disturbi psichiatrici - andrebbero presi in carico dalle strutture del territorio, evitando di trasformare le carceri in un luogo dove si rinchiudono le persone che non si è in grado di gestire fuori. Questo aiuterebbe anche il lavoro del personale, che andrebbe incrementato in tutte le funzioni e gratificato dal punto di vista sociale ed economico...