Post

Visualizzazione dei post da marzo, 2026

il saggio “Il carcere: un’abolizione possibile”, Valeria Verdolini

Immagine
Nel saggio “Il carcere: un’abolizione possibile”, Valeria Verdolini ci invita a spostare lo sguardo. A non chiederci semplicemente se il carcere “funziona”, ma per chi funziona, a quale costo sociale, e quale tipo di società contribuisce a produrre. Il riformismo punta a correggere gli eccessi, a umanizzare le condizioni, a migliorare l’efficienza. L’abolizionismo, invece, pone una domanda più radicale: e se il carcere fosse un’istituzione strutturalmente orientata alla produzione di diseguaglianza e violenza? Se “perfezionarlo” significasse soltanto renderlo più efficace nel separare, selezionare, produrre scarto? Il saggio attraversa il dibattito europeo e statunitense – da Angela Davis a Ruth Wilson Gilmore, da Nils Christie a Luigi Ferrajoli – mostrando che l ’abolizionismo non è un’utopia ingenua né un programma di chiusura immediata delle prigioni, ma una prospettiva analitica e un metodo politico: ridurre drasticamente l’area del punibile, rendere la detenzione un’eccezione, inv...